L’azienda estroversa ha successo online

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Le aziende che, su Internet, hanno un comportamento estroverso sono favorite nelle attività di marketing online. Ad affermarlo è una ricerca promossa dall’Università Bocconi di Milano e dalla Florida State University, citata in un articolo pubblicato da Giampaolo Colletti su Nòva del Sole 24 ore.

La comprensione dei comportamenti attivi e passivi degli utenti consente sia alle grandi aziende che alle PMI di ottimizzare la propria strategia di marketing, allocando in modo ottimale il proprio budget di investimento sui social media.

Affinchè una azienda possa avere successo attraverso questi innovativi strumenti di comunicazione occorre stimolare gli utenti della Rete a produrre contenuti “user-generated”, coinvolgendoli nell’esperienza di fruizione della marca, dei prodotti o dei servizi offerti.

L’azienda deve quindi attivare al suo interno le competenze utili a stimolare l’espressività sociale e a sviluppare gli strumenti online utili a veicolare i contenuti generati dagli utenti.

In pratica, oggi avere un sito web che si limiti ad essere solo una vetrina senza fornire valore aggiunto agli utenti in termini relazionali, così come, altro esempio, avere un canale youtube non aggiornato con nuovi video, magari realizzati proprio dai nostri clienti, non realizza quella apertura al “social” oggi così importante per acquisire nuove opportunità commerciali e rafforzare la fedeltà di marca.

L’azienda che decide di investire sui social media non può limitarsi a restare in ascolto di ciò che avviene su internet; l’attività di monitoraggio delle conversazioni e dei contenuti presenti online – che possono riguardare il nostro marchio o i nostri prodotti/servizi – è fondamentale, ma non sufficiente a garantire il successo di una strategia integrata di marketing online che preveda anche l’uso dei social media.

Occorre infatti sviluppare e costruire community di utenti in grado di condividere online contenuti attinenti al nostro marchio.

In che modo è possibile farlo? I metodi sono tanti, e la strategia può variare molto in base alla tipologia di azienda e al proprio mercato di riferimento. Ad esempio, creare contest attraverso i quali stimolare gli utenti a condividere, anche via mobile, foto che ritraggano esperienze d’uso del prodotto/servizio.
O ancora, fare community management attraverso una pagina Facebook dove i clienti possano scambiarsi informazioni o chiedere – ed ottenere – supporto da parte dell’azienda.

La variabile chiave nello stimolare il coinvolgimento attivo e passivo degli utenti è il legame effettivo delle persone con il marchio. Fornire loro gli strumenti per esprimersi parlando di noi e con noi è un fattore strategico al quale oggi nessuna azienda può permettersi di rinunciare.

Articolo pubblicato da www.imprenditoreonline.it